Eh già lo diceva, e lo cantava Jovanotti qualche anno fa, ed ora lo posso confermare anch’io, (finalmente Lorenzo può dormire tranquillo), L’ombelico cantato era riferito a L’Havana, ma io l’estenderei a tutta l'isola Cubana. Infatti la cosa che mi ha colpito di più di Cuba è che nessuno è straniero li, o forse lo sono tutti, un intreccio di culture senza fine, tutti sono stati li e nel bene o nel male hanno lasciato qualcosa, europei, asiatici, mediorientali, e tutto è normale, insomma una babele dove tutti si capiscono.

Dunque parliamo della capitale, divisa nell’Havana vecchia e quella nuova

Tanta cultura, in entrambi le parti, ovviamente suddivise in maniera diversa, ma passeggiando sui gradini del campidoglio, avevo l’impressione di essere a Roma, i ragazzi seduti sulle gradinate, chi pattina, chi si bacia, chi scatta le foto… e poi giù sino al Floridita, passando dalla cattedrale, una delle piazze più antiche della città, più avanti a uno dei tanti musei che raccolgono la storia militare e non di questa città, da queste parti vi è traccia anche di Garibaldi,combattente anche qui e proprio da qui prese il nome Eroe dei due mondi. Piazza nuova e palazzi politici, compreso quello di Castro, chissa magari tra qualche tempo diverrà museo, ma tranquilli si potrà entrare ordinando il maxi menù famiglia al McDonald’s di Piazza della Revolution. Ma Continuamo:

Breve passaggio in questa città, Cienfuegos, bellissima e mantenuta benissimo, il centro è un esempio di come anche nelle grandi città si può mantenere un certo stile e vivere sani.
Attenzione perché ora il tempo si ferma, siamo a Trinidad, e mi sembra di tornare a Campeche, cittadina visitata l’anno scorso nel vicino Messico. Qui sono poche le parole, sono le sensazioni che contano, e vi assicuro che è impossibile descriverle, solo una cosa: se andate da quelle parti non saltate questa cittadina.

Ed eccoci all’ultima parte, per me una delle più emozionanti del viaggio, siamo a Santa Clara, qui si respira la storia di Cuba, qui si respira il Chè! Un museo bellissimo, che mostra Ernesto Guevara, in tutte le sue sfaccettature e travestimenti, dai primi anni in Argentina agli ultimi in Bolivia, e poi a visitare le tombe dei combattenti Cubani, dove, dal 1996, al centro torna ad esserci una stella.
Insomma io, e credo anche il buon Freccia, abbiamo fatto un po’ di carburante, ora siamo pronti a cambiare di nuovo le sorti di questo pianeta! Grazie per chi è passato a trovarmi, vi voglio sempre bene…lo sapete! E abbiate fiducia, ho dei buoni progetti che dirò alle persone a cui voglio bene, ed ho anche dei cattivi progetti che dirò alle persone che amo.
La Durezza Di Questi Tempi Non Ci Deve Far Perdere La tenerezza Dei Nostri Cuori