Paul King nasce a Galway (County Mayo - Irlanda) il 20 novembre del 1960 ed ancora in fasce viene abbandonato davanti al portone di una chiesa.
A Galway rimarrà solo per tre mesi poichè verrà adottato dai coniugi King, una coppia di Coventry (Inghilterra) dai quali prenderà il cognome.
Terminati gli studi presso il "Claudon Castle" comprensive school, i genitori lo spingono ad iscriversi all' Accademia di polizia dove resisterà solo tre settimane, capendo che quella non era la vita per lui. Aveva 16 anni e voleva diventare una rock star
Trova lavoro come impiegato alla Rolls Royce ma le sue ambizioni non si fermano qui, i colleghi lo ricordano come un ragazzo particolare che suonava la chitarra e ballava sui tavoli dell'ufficio.
Lascia il lavoro per iscriversi al "Coventry Centre for the performing arts" una scuola di teatro drammaturgo, che non gli avrebbe dato molte garanzie di lavoro al termine degli studi, ma seguì comunque il desiderio che si era ormai impadronito di lui. Fu quì che Paul imparò l'arte di comunicare con i movimenti del corpo, particolare del suo modo di vivere i concerti, che lo rese sensuale agli occhi delle donne, esercitando un forte richiamo vitale fatto di movimenti felini, di gesti provocanti, sesso sudore e musica, facendo del suo gruppo "the most romantic band in Britain" (così li definirono nel 1985 quando il 30 aprile si esibirono all' Hammersmith Odeon di Londra
Lasciata la scuola Paul forma un gruppo di musica ska i "Reluctant Stereotypes" facendo dei concerti ma con poco pretese di successo, Paul con i capelli corti ed un ritocco di trucco in viso si esibiva insieme agli altri componenti della band con un completo molto simile ad un pigiama. Paul conobbe il giornalista ed impresario Perry Haines che lo invitò con Tony Wall (bassista) a partecipare ad un video di moda maschile diventando il loro Manager e segnando la fine dei "Reluctant Stereo Types" e la nascita dei "King".
Per arrotondare, nel frattempo, Paul aveva trovato un lavoro part-time dove vestito da monaco faceva la guida turistica nel castello e nell'abbazia di Coventry
I concerti nei Pub si moltiplicano, alternandosi alle prove che la band fà nella soffitta di Jim Jackel (chitarrista)
Si dice che il look di King era allora ispirato a Wiston Smith, il personaggio sempre in grigio, del libro "1984" di George Orwell. Il primo di dicembre del 1984 è forse la data più importante per il gruppo che si esibisce al "The General Wolf" di Coventry, il biglietto costa solo 3 Sterline ed il pubblico non manca così come l'entusiasmo per la loro interpretazione. Poco dopo il giovane gruppo fa da supporto nei concerti dei "Culture Club" e nel gennaio del 1985 esce il loro singolo di maggior successo, "Love & Pride" che arriverà al secondo posto nella UK chart nel giro di un mese. Con la casa discografica CBS viene ripubblicato l'album "Steps in Time", (arriverà al sesto posto in classifica) che contiene 10 canzoni (18 nella music cassette tra diverse versioni e pezzi inediti) dal quale sarà tratto il secondo singolo "Won't you hold my hand now". E' un album fondamentalmente di musica pop che si fonde ad influenze punk-ska, funky & soul dando vita a melodie romantiche ed aggressive che li resero originali nel loro genere
Con il secondo album "Bitter Sweet" nel 1985 preceduto dal singolo "Alone whitout you" la musica si raffina e si immedesima nella new wave degli anni '80, impersonificando il carattere di Paul che egli stesso definisce come l'album "dolceamaro". I King arrivano in Italia e precisamente a Milano per tenere un concerto allo stadio S. Siro. La particolarità della Band di colorarsi gli anfibi Dr.Martens con le bombolette sprey (entrarono anche in produzione) scatena al termine del concerto, da parte di un gruppo di esagitati, una carica verso la band mentre esce dallo stadio "rea" di aver lanciato in quel modo una provocazione agli skinheads. Per fortuna non accade nulla e il gruppo riesce ad allontanarsi a bordo di un Taxi, fu comunque solo un episodio isolato. Le canzoni, quasi tutte scritte da Paul, passavano su tutte le radio Inglesi ed i concerti fecero tappa in diversi paesi europei toccando anche la Grecia fino ad arrivare oltre oceano negli Stati Uniti raccogliendo un buon successo tra il pubblico. Fecero più di 200 concerti in un anno, mentre dal loro album uscivano i singoli "The taste of your tears" e "Torture" esprimendo ancora una volta nei loro video una vena pop-romantica caratterizzata dai movimenti sensuali e dalle liriche della voce di Paul
Passano quasi due anni e Paul King da solista esce con un singolo, "I know" (n. 59 nella UK chart) seguito dall'album "Joy" prodotto da Dan Hartman e registrato a New York. Dan contribuisce nei testi delle canzoni mentre "Star" è scritta da Paul e Mick Roberts (tastierista dei King). Paul con "Joy" raggiunge la maturità artistica alla quale spesso molti artisti pop arrivano, a quelle influenze Jazz e funky che completano la creatività musicale dei cantautori. Il sound dell'album fortemente "cool jazz" (il jazz dei bianchi) però non conferma il successo degli album precedenti, e le sue vendite non caratterizzano le classifiche internazionali, ma i suoi veri fans lo apprezzano moltissimo, c'è solo il rammarico di aver perso il resto della band
Paul termina ufficialmente la sua carriera di cantante quando inizia quella di VJ presso MTV UK, e nonostante la tendenza del network di presentare sempre volti nuovi in quella veste Paul si rafferma in tutti questi anni come uno dei presentatori più simpatici ed amati dal pubblico capace di reinventarsi ed essere apprezzato in un look completamente nuovo.
Oggi Paul lavora presso il network VH1 ( un canale musicale inglese via cavo ed è produttore per MTV
Ringrazio Lucio Nanfara per le prezione info.

- 02,12,05
Paul oggi lavora come top producer per il canale WH1 (www.wh1.com) e pare, da quanto rilasciato in una intervista alla radio BBC (il 21.10.05), che non ha molte intenzioni di tornare a suonare come invece stanno facendo recentemente molti gruppi anni 80.
Sembra non voglia nemmeno ricordare molto volentieri il suo passato da cantautore ma piuttosto produrre eventi musicali.
La sua chioma nera d’inchiostro è diventata un rasato manto bianco (classe ’60) ma ha saputo invecchiare senza perdere il suo fascino e tutta la sua classe.
Per qualcuno è stato solo una meteora per altri, come me, una vera stella che non smetterà mai di brillare.
Inevitabile dedicargli un sito
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- 02,12,05
Mi permetti la citazione ? A little bit alone without you....
Grazie e rimani collegato, seguiranno altri speciali...
Tu di quale altro artista anni '80 vorresti conoscere le news ?
ciao !
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- 06,12,05
Ebbene in quegli anni (metà 80) ogni cantante era un personaggio da scoprire, che voleva urlare qualcosa al mondo. Avrei tanto voluto andare a Londra per un pò, respirare quell'aria "new romantic", quella sofferenza e gioia allo stesso tempo che riusciva a trasformarsi un musica.
Forse si affacciano solo in parte negli anni 80 ma adoravo molte canzoni degli australiani CROWDED HOUSE e pensandoci anche i WET WET WET sono spariti troppo presto.
Lo devo sottolineare, e a malincuore, ma emozioni come me le davano quei gruppi oggi non ne vivo più.
Superati i 30, se non lo hai già fatto prima, è il caso di mettersi a suonare uno strumento (La tromba è adesso il mio strumento).
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